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Corrosione Galvanica
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Essica Srl
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Corrosione galvanica

La corrosione galvanica è uno dei pochi fenomeni corrosivi che si possono prevedere in fase progettuale e si manifesta quando vengono accoppiati due o piu metalli di diversa natura, o anche della stessa natura però con una struttura interna diversa, in presenza di un ambiente umido.
Ogni metallo o lega ha un suo potenziale elettrico in base alla sua composizione chimica e quindi in relazione all’ambiente in cui si trova ha la possibilità di ricevere o cedere elettroni. Se la differenza tra i  diversi potenziali elettrici, in presenza di una soluzione acida, supera una certa soglia si crea un passaggio di elettroni tra un donatore (anodo) e un ricettore (catodo) e l’intensità di questo movimento di elettroni sarà tanto maggiore quanto maggiore sarà la differenza di potenziale elettrico. Questo movimento di elettroni rappresenta una vera e propria corrente elettrica chiamata corrente galvanica che innesca il processo di corrosione e l’anodo, che cede elettroni, si ossida ad una velocità sempre piu crescente in quanto il rapporto tra l’area utile della zona anodica e quella della zona catodica risulta sempre piu piccolo.

Pertanto l’unica alternativa e quella di evitare, durante le fasi di progettazione e realizzazione, di mettere a “contatto elettrico” materiali di diversa natura se utilizzati in presenza di ambienti acidi o anche in presenza della sola umidità atmosferica.

Le regole principali da seguire per evitare questo fenomeno corrosivo sono:
  • Evitare in maniera assoluta di congiungere con rivetti o viti parti di acciaio inossidabile con materiali anodici come per esempio l’alluminio. Si consiglia di usare lo stesso tipo di materiale oppure, se non si può fare a meno,  di interporre del materiale isolante tra i vari elementi di unione.
  • Si deve evitare di congiungere con processi di saldobrasatura parti di acciaio inossidabile con leghe a basi anodiche. Si consiglia di usare per la brasatura dolce leghe a base di stagno-piombo mentre per la brasatura forte leghe a base di rame come argento-rame, rame-oro o in alternativa se le temperature lo permettono rame-nickel.
  • Si deve evitare di contaminare durante le lavorazioni le parti in acciaio inossidabile con materiali anodici come per esempio il ferro. Infatti la comparsa di macchie di ruggine sono da attribuirsi a particelle ferrose che si sono staccate dagli utensili durante le lavorazioni come sagomatura, cesoiatura o spazzolatura.
Scala galvanica indicativa di alcuni metalli e leghe in acqua di mare. Il materiale che si trova piu vicino all’anodo (+) si ossida prima di quello rivolto verso il catodo (-).

ANODO
.
1.    Magnesio
2.    Zinco
3.    Berilio
4.    Al 7072 - 7075
5.    Al 2014-T3
6.    Al 7079-T6
7.    Cadmio
8.    Al 6061-T6
9.    Al 7075-T6
10. Al 6061-0
11. Al 2024-T4
12. Al 5052-H16
13. Acciaio inossidabile AISI-430 (active)
14. Piombo
15. Ferro
16. Acciaio inossidabile AISI-410 (active)
17. Rame
18. Nickel
19. Cromo
20. Tantalio
21. Acciaio inossidabile AISI-310 (active)
22. Acciaio inossidabile AISI-301 (active)
23. Acciaio inossidabile AISI-304 (active)
24. Acciaio inossidabile AISI-430 (active)
25. Acciaio inossidabile AISI-410 (active)
26. Tungsteno
27. Niobio
28. Uranio
29. Ottone
30. Acciaio inossidabile AISI-316L (active)
31. Bronzo
32. Rame
33. Acciaio inossidabile AISI-347 (active)
34. Molibdeno
35. Acciaio inossidabile AISI-202 (active)
36. Acciaio inossidabile AISI-201 (active)
37. Acciaio inossidabile AISI-321 (active)
38. Acciaio inossidabile AISI-316 (active)
39. Acciaio inossidabile AISI-309 (active)
40. Acciaio inossidabile AISI-304 (passive)
41. Acciaio inossidabile AISI-301 (passive)
42. Acciaio inossidabile AISI-321 (passive)
43. Acciaio inossidabile AISI-201 (passive)
44. Acciaio inossidabile AISI-286 (passive)
45. Acciaio inossidabile AISI-316L (passive)
46. Acciaio inossidabile AISI-202 (passive)
47. Titanio
48. Argento
49. Oro
50. Grafite
.
CATODO

Dati di compatibilità tra metallo base ed elementi di unione (viti e bulloni) in acqua marina.

Metallo base
Elementi di unione ( Viti e bulloni )
Alluminio(A)
Acciaio al carbonio
Bronzo al silicio
Nickel
Leghe nickel-romo
Acciaio inossidabile AISI 304
Acciaio inossidabile AISI 316
Lega
 nickel-rame 400
Alluminio
--
-- (B)
+
--
--
--
 
-- (B)
Acciaio e ghisa
+
--
--
--
--
--
--
--
Ghisa austenitica al nickel
 
+
--
--
--
--
--
--
Rame
+
+
--
--
--
--
--
--
Cupro - nickel 70/30 e 90/10
+
+
+
--
--
--
--
--
Nickel
+
+
+
--
-- (C)
-- (C)
-- (C)
--
Acciaio inossidabile AISI 304
+
+
+
+
Variabile(C)
-- (C)
-- (C)
--
Acciaio inossidabile AISI 316
+
+
+
+
Variabile(C)
Variabile(C)
--(C)
variabile(C)
Lega nickel-rame 400
+
+
+
+
Variabile(C)
Variabile(C)
variabile(C)
--
(A) Materiale non anodizzato.
(B) Gli elementi di unione, viti e bulloni, risultano protetti ma il metallo base risulta corroso con conseguente ingrandimento dei fori nella piastra di alluminio.
(C) Può subire corrosione interstiziale sotto la testa della vite o sotto il dado.
-- = Elementi di unione,viti e bulloni, non subiscono fenomeni corrosivi.
+ = Elementi di unione, viti e bulloni, subiscono corrosione preferenziale.